MEDICI SENZA FRONTIERE, MA CON TANTI DENARI.

Medici senza Frontiere……ma con tanti denari.

Il sottile filo che unisce le ONG senza scopro di lucro ed il business dell’accoglienza è diventato giorno dopo giorno , grazie anche all’intervento della magistratura in alcuni casi, molto ma molto esile quasi vicino alla rottura.
In effetti ci siamo sempre chiesti come potessero certe organizzazioni umanitarie essere presenti con proprie navi a soccorrere in mare questa impressionante moltitudine di clandestini e grazie ad una inchiesta di un noto quotidiano nazionale , il vaso di Pandora è stato definitivamente scoperchiato!


Ed allo vediamo quali “benefattori” sponsorizzano ad esempio una delle più attive organizzazioni umanitarie quali “Medici senza Frontiere”.
Il lungo elenco inizia con Media Friends Onlus, l’associazione solidaristica costituita da , udite udite, Rti , Mondadori e Medusa presieduta da PierSilvio Berlusconi.
Segue Coop 3.0 uno dei colossi della grande distribuzione legata al mondo della sinistra. Poteva mancare?
A questi si aggiungono Ikea, American Express ed addirittura Alitalia che, ve lo ricordo non solo è in vendita perché in stato fallimentare, ma sta volando per ora grazie ad un prestito pubblico…..pagato da tutti noi!
Tra i “benefattori” ci sono pure Wind Telefonia Mobile, la Feltrinelli e Costa Crociere ( quella della Concordia…).
Per finire fanno parte della lista alcuni sponsor “di seconda fascia” anche se di notevole prestigio, tipo: Grandi Stazioni ( gruppo Ferrovie dello Stato ), Fondazione IBM Italia, Leroy Merlin, Microsoft ed Unipol Banca.
Inizia ad essere chiaro il perché di tanto “buonismo”?
Negli ultimi mesi dell’ultimo , si spera, governo illegittimo si è cercato di prendere dei provvedimenti mettendo delle regole ma sinceramente non è così facile dopo che i “buoi sono scappati”! Una cosa è certa : gli interessi camuffati da buonismo hanno riempito le nostra città di troppi clandestini senza dimora pronti per sopravvivere a delinquere e con la pretesa , in alcuni casi , di dover provvedere ai loro bisogni secondo i propri costumi.
Ed ai nostri connazionali in difficoltà chi ci pensa? Sicuramente non il lungo elenco di “sponsor” di cui sopra soprattutto perché gli italiani “non sono un affare”….. E lo dico con grande amarezza.

Pio De Marco

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*

Questo sito utilizza i cookie. Continuando a navigare il sito accetti i termini e le condizioni previste per l'utilizzo dei cookie. Maggiori Informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi