Don Biancalani vendeva ad offerta libera le merendine a scuola fatte dai profughi, in disprezzo dell’azienda vincitrice del bando. Fermato il business.

Il disprezzo per chi paga le tasse per lavorare non ha confini.

PISTOIA. Anno nuovo, polemiche vecchie. Così, anche nel 2018, non si attenuano le discussioni intorno alle iniziative di don Massimo Biancalani, il parroco pistoiese divenuto simbolo dell’accoglienza verso i migranti.

Questa volta a finire al centro della polemica è l’attività di “distribuzione” di prodotti da forno, confezionati dai ragazzi ospiti del Centro di accoglienza di Vicofaro, una delle parrocchie guidate da don Massimo, all’interno del liceo scientifico Duca d’Aosta di Pistoia, dove don Massimo è professore di religione. Una cesta di panini e schiacciate vuote che, durante la settimana, i migranti fornai di Vicofaro, già dagli ultimi mesi dello scorso anno scolastico, lasciavano nell’aula docenti della scuola di viale Adua.

I prodotti da forno, riservati esclusivamente a professori e personale Ata, potevano essere presi e portati via dietro versamento di un’offerta libera. Quindi non si trattava, almeno formalmente, di una vendita.

L’iniziativa era nata dopo la sollecitazione di un gruppo di docenti colleghi dello stesso don Massimo e aveva ricevuto il benestare del dirigente scolastico Paolo Biagioli. Una pratica, quella della distribuzione di panini e schiacciate, che però – almeno secondo alcune voci – con il nuovo anno scolastico (nel periodo in cui il parroco è rimasto convalescente, dopo l’incidente d’auto dell’ottobre scorso in cui si è fratturato la clavicola) si sarebbe estesa anche agli studenti, facendo storcere più di un naso. Il motivo? La vendita delle merende in orario di ricreazione è assegnata alla macelleria Anzuini, vincitrice dell’apposito bando indetto dallo stesso liceo. Quindi – sempre secondo i malpancisti – qualsiasi altra distribuzione di prodotti alimentari all’interno della scuola avrebbe determinato una forma di concorrenza sleale.

La questione è stata discussa durante l’ultimo Consiglio di istituto (formato dal preside Paolo Biagioli, da una rappresentanza del corpo docente, da alcuni genitori e dagli studenti rappresentanti di istituto) che, il 29 novembre scorso, si è espresso in favore dello stop alla consegna dei cestini con pane e focacce dei migranti, che quindi è stata interrotta dal mese di dicembre.

Sulla vicenda – contattato da “Il Tirreno” – interviene per fare una precisazione proprio il preside Biagioli. «Non è mai accaduto che i prodotti da forno, panini e schiacciate, fossero distribuite agli studenti. I prodotti erano riservati esclusivamente ai docenti e al personale Ata».

Intanto don Massimo Biancalani, ancora convalescente, che per il suo imminente rientro a scuola è pronto a ripartire con le sue iniziative. «Ne riparlerò con il preside e i miei colleghi, ma sono intenzionato a portare avanti nuove iniziative volte alla sensibilizzazione degli studenti verso l’accoglienza dei migranti e, in generale, di educazione ai diritti e ai valori fondamentali degli uomini». Anche per questo, il parroco professore è intenzionato a portare nelle aule il calendario realizzato con le foto dei migranti accolti nelle parrocchie di Vicofaro e Ramini, accompagnate da frasi contro il razzismo.

Il Tirreno

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