ANONYMOUS SOTTRAE DATI ISTITUZIONALI E PERSONALI, ANCHE A PALAZZO CHIGI.

Notizia alquanto sconvolgente, non credete? Passata quasi, anzi senza quasi in secondo piano, rilanciata solo per dover di cronaca dai media, ma senza l’è fasi di tante altre news che ci tocca sorbirci, e di una gravità minore.

Secondo quanto annunciato dagli stessi membri di Anonymus, sarebbero stati sottratti centinaia di file di questure e ministeri.

di Franco Stefanoni per corriere.it

Mail, numeri di telefoni, ordinanze di servizio delle questure ma anche buste paga e fotocopie di documenti di appartenenti a forze di polizia e forze armate: sono le centinaia di file che gli hacker di Anonymous avrebbero sottratto, secondo quanto loro stessi hanno annunciato, a ministeri, corpi dello Stato e istituzioni, nazionali ed europee. Tra i documenti anche uno scambio di mail tra funzionari di palazzo Chigi e appartenenti alle forze di polizia relativa alla visita del premier Gentiloni domani a Bologna.

«Abbiamo le vostre buste paga»

I documenti sono stati messi in rete da Anonymous accompagnati da un post: «Cittadini – scrivono gli hacker – siamo lieti di annunciarvi, per il diritto della democrazia e della dignità dei popoli, che siamo in possesso di una lista di dati personali relativi al ministero dell’Interno, al ministero della Difesa, alla Marina militare nonché di Palazzo Chigi e Parlamento Europeo». «Governo corruttore di democrazia – prosegue il post – la rivoluzione passa anche qui, inarrestabile, il cui ideale conosce ora i vostri nomi, i vostri contatti telefonici, le vostre residenze. Possediamo anche fotocopie dei vostri documenti personali, di quelli dei vostri parenti ed amici, contratti di lavoro, contratti d’affitto, buste paghe e molto altro. Per l’ennesima volta lo Stato Italiano tradisce ed imbarazza i valori dei nostri militari che hanno giurato di difenderlo. Ma difendere chi? Difendere i propri cittadini o un governo che imbarazza le stesse forze di difesa?». Tra i documenti scaricabili dalla rete diversi sono molto recenti: c’è, per esempio, un’ordinanza della questura di Roma relativa a diverse manifestazioni datata 10 novembre e uno scambio di mail tra funzionari di palazzo Chigi e della sicurezza contenente i nomi degli appartenenti alle forze di polizia incaricati di fare oggi a Bologna un sopralluogo in vista della visita, domani, del premier Gentiloni. Ci sono poi diverse altre ordinanze di servizio, le frequenze radio chieste e concesse all’Italia per le comunicazioni di sicurezza in occasione della visita del presidente del Consiglio a Bruxelles dal 19 e 20 ottobre scorsi, un documento del Centro unico stipendiale esercito con le disposizioni relative agli stipendi dei militari, i numeri di cellulare di personale del ministero dell’Interno in missione all’estero. E, ancora, dati personali e foto di agenti e militari: curricula, dichiarazioni dei redditi, fotocopie di passaporti e carte d’identità, buste paga e contratti d’affitto.

La Polizia: «Sistemi informatici non compromessi»

«Al momento non sono state evidenziate ulteriori compromissioni di sistemi informatici istituzionali». È quanto afferma la Polizia in seguito all’attacco di Anonymous, sottolineando che i file pubblicati on line dagli hacker e relativi a «indirizzi mail e documentazione» di diverse istituzioni sono stati sottratti dalle «caselle mail personali di un dipendente della Difesa e di un appartenente alla Polizia». La Polizia Postale ha scoperto tre giorni fa l’intrusione. «Nella giornata di sabato, nel corso di un’attività di monitoraggio, – afferma infatti il Dipartimento – la Polizia Postale ha immediatamente rilevato un attacco informatico portato a termine da hacker che si rifanno ad Anonymous».

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