Fratelli minorenni fuggiti dalla casa famiglia ridati ai genitori

Storie di ordinaria follia. Se la famiglia ha bisogno di un sostegno economico o un supporto di altro tipo perché traumatizzare i minori e sradicarli dal loro habitat? Posto che il minore costa dai 200 ai 400 euro al giorno alla Regione, perché quei soldi non darli alla famiglia?

VICENZA. Arriva il lieto fine per la storia dei tre fratelli di Vicenza allontanati dallaloro famiglia circa un anno e mezzo fa. Il tribunale per i minori di Venezia ha revocato l’allontanamento dalla famiglia dei minorenni, residenti a Vicenza, deciso con un decreto scattato nel maggio 2016. Si giunge così al capitolo conclusivo di una vicenda complessa, che comprende anche diverse fughe dei fratellini dallacasa protetta. I minori furono prelevati a scuola, nel maggio 2016, dalla polizia e accompagnati in una struttura protetta. Un intervento eclatante che, in quei giorni, non mancò di causare polemiche.

A dare notizia della revoca dell’allontanamento è il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani onlus che in una nota ha precisato: «Ora i bambini potranno restare a casa tra le braccia dei loro genitori». La decisione è stata presa dal Presidente del tribunale dei minori, dott.ssa Maria Teresa Rossi, dal Giudice relatore dott.ssa Valeria Zancan e dai due giudici onorari, «che hanno così posto fine al calvario di tre bambini e di una famiglia iniziato nel giugno dell’anno scorso».

Soddisfatto della sentenza Paolo Roat, responsabile nazionale Tutela minori del Comitato dei cittadini per i Diritti umani onlus: «Questo decreto è positivo e ripristina il diritto dei bambini a vivere in famiglia. Da anni denunciamo l’eccessivo uso dell’allontanamento, uno strumento pensato come extrema ratio, da adoperate nei casi più gravi, come violenza accertata o abusi, ma troppo spesso impiegato con eccessiva faciloneria sulla base di valutazioni psichiatriche di inadeguatezze dei genitori».

Plaude al buon esisto della vicenda viene anche da Isabella Sala, assessore alla famiglia e alla pace del Comune di Vicenza. «Non ho seguito personalmente la vicenda e non ho mai conosciuto questa famiglia – spiega l’assessore Sala – ma posso immaginare la gioia dei genitori e dei bambini stessi dopo la decisione del tribunale. In casi come questi non è competente il mio assessorato, ma il Servizio tutela minori gestito da una parte dal Comune, rappresentato dagli assistenti sociali, e dagli psicologi dell’Ulss, con quest’ultimo che alla fine è responsabile del servizio. In casi come questi è nostro dovere come amministratori sostenere il lavoro del Comitato senza entrare nello specifico nella vicenda stessa».

Giornale di Vicenza

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