2 per mille alla cultura? Cancellato, ennesima figuraccia PDIOTA.

Era stato inserito nella dichiarazione dei redditi dello scorso anno, raccogliendo molti consensi. Alla fine si erano iscritte 1300 organizzazioni. Quest’anno invece è sparito dai modelli delle Dichiarazioni dei redditi. Intanto in Senato è stata fatta un’interrogazione parlamentare

Il 2 per mille per le associazioni culturali? Un bel sogno durato il tempo di un mattino. Lo scorso anno era apparso cogliendo un po’ tutti alla sprovvista. Alla fine 1300 associazioni sono riuscite ad iscriversi e dovranno pazientare almeno un anno (tenendo come riferimento i tempi del 5 per mille) prima di sapere com’è andata. Il due per mille era stato inserito nella legge di stabilità 2016 che aveva previsto la possibilità per ciascun contribuente di destinare il due per mille della propria imposta sul reddito delle persone fisiche «a favore di un’associazione culturale iscritta in un apposito elenco istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri». La materia era poi stata regolata da un Dpcm approvato il 21 marzo 2016.

Sui modelli delle Dichiarazioni dei redditi la casella del due per mille era così apparsa nella stessa pagina dove ci sono quelle per l’8 e il 5 per mille. E dove c’è anche il due per mille ai partiti: forse l’apparizione di un’analoga opportunità per le associazioni culturali aveva anche una funzione “estetica” rispetto all’opportunità concessa ai partiti. Quest’anno invece quella casella non c’è più.

Eppure il due per mille era stata un’iniziativa che era stata accolta molto positivamente, come segnale di attenzione verso la cultura. Come aveva scritto il sito di Vita, l’universo delle associazioni iscritte era la rappresentazione di una vivacità di esperienze dal basso inaspettata. «È universo di realtà piccole», caratterizzate da un presidio dei propri territori. Dagli elenchi erano escluse infatti le fondazioni, che in alcuni casi sono potute rientrare grazie alle associazioni “degli amici”, com’è il caso dei musei milanesi Brera, Poldi Pezzoli, Bagatti Valsecchi e della Raccolta Bertarelli. Tra le altri grandi sigle, c’è il Touring club, ci sono le Acli, a vario titolo (Centro turistico acli, Unione sportiva Acli, Acli arti e spettacolo). Massiccia anche la presenza di circoli Arci».

Quest’anno la sorpresa purtroppo è opposta di segno rispetto a quella del 2016. Il due per mille è stato cancellato senza una spiegazione. Il che rappresenta una conferma di come la cultura alla fine sia sempre lo zimbello da usare secondo l’occasione. Quando invece il due per mille riconosceva giustamente l’importante funzione in termini di coesione sociale e di senso di appartenenza che la cultura dal basso con la sua vivacità sa garantire alla vita collettiva. Le ragioni potremo conoscerle quando il governo darà risposta all’interrogazione parlamentare del senatore Franco Panizza, del Partito Autonomista Trentino Tirolese. «I partiti politici», scrive Panizza nell’interrogazione, «sono stati riammessi ad usufruire del 2 per mille dell’Irpef a discapito delle associazioni culturali, le cui attività andrebbero, invece, sempre sostenute per il fondamentale ruolo sociale che esse rivestono, soprattutto a livello locale».

vita.it

 

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