La #CGIL vuole abolire i #voucher, ma intanto li usa per pagare i suoi.


Chi di voucher ferisce, di voucher perisce. Sono settimane che non si parla d’altro. Il governo sta anche pensando ad un intervento per fermare quella che è ormai diventata una prassi consolidata: l’abuso dei cosiddetti “buoni-lavoro”. Pochi giorni fa la leader della Cgil, Susanna Camusso, non ha usato mezzi termini:

 “I voucher sono ormai diventati i pizzini che retribuiscono qualsiasi attività. Così facendo si inquina il buon lavoro e si condannano milioni di giovani e lavoratori a un futuro assai povero. Vanno aboliti”. 

Peccato che il Corriere della Sera di Bologna abbia svelato che i primi utilizzatori di voucher sono proprio i sindacalisti della Spi-Cgil. Il segretario regionale, Bruno Pizzica, ha spiegato che i voucher vengono utilizzati “ma solo per i pensionati che svolgono del lavoro occasionale, qualche ora a settimana”. E ha aggiunto che si tratta di una scelta inevitabile visto che”l’unica forma” di remunerazione per questo tipo di prestazioni. 

Ma la difesa non sembra un granché. Soprattutto perché, a quanto sembra, il pagamento con i “buoni” da 10 euro lordi l’ora viene ampiamente utilizzato dal sindacato rosso dei pensionati su tutto il territorio nazionale. Una linea decisamente distante da quella espressa da Camusso (che per ora non commenta) e rischia di trasformarsi in un boomerang in vista dell’11 gennaio quando la Consulta dovrà esprimersi sull’ammissibilità del referendum sul Jobs Act.
iltempo.it

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