Pakistan. Augura “buon Natale”: accusato di blasfemia il figlio di Salman Taseer

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Shaan Taseer è sotto inchiesta in Pakistan per blasfemia. Visto l’enorme numero di persone che senza motivo subisce questa accusa nella Repubblica islamica, non dovrebbe essere una notizia. Invece lo è, non solo perché Shaan è musulmano, non solo perché la sua unica colpa è aver fatto a tutti gli auguri di “buon Natale”, ma anche perché si tratta del figlio di Salman Taseer, il governatore musulmano del Punjab assassinato nel 2011 per aver difeso pubblicamente Asia Bibi e aver criticato la legge sulla blasfemia.

L’ACCUSA. Secondo l’accusa formalmente registrata dalla polizia del Punjab a carico di Taseer, il 30 dicembre sarebbe stata trovata una memoria Usb al di fuori di una stazione di polizia. Nel video registrato all’interno della memoria, un uomo «ridicolizza una legge religiosa», cioè la legge sulla blasfemia. Non è chiaro chi abbia registrato il messaggio, ma siccome l’uomo nel filmato si presenta come Shaan Taseer, il figlio del governatore è stato denunciato.

FATWA DI MORTE. Nel video, oltre ad augurare a tutti buon Natale, Taseer esprime simpatia e solidarietà per Asia Bibi e definisce «disumana» la legge sulla blasfemia. Per questo un gruppo islamista, Tehreek Labaik Ya Rasool Allah, ha emesso una fatwa dove si chiede la condanna e l’uccisione di Taseer. «Ha superato tutti i limiti insultando Allah e il profeta», si legge nell’editto, «ecco perché è passabile di morte». Nel testo, ha spiegato lo stesso Taseer, che ha diffuso la notizia pubblicando l’accusa formale della polizia su Facebook, gli islamisti «dicono chiaramente ai loro sostenitori di preparare un altro Mumtaz Qadri». Qadri è l’uomo che ha assassinato il padre di Taseer, Salman, ed è stato per questo recentemente impiccato in Pakistan. Le autorità islamiche del paese l’hanno definito un «eroe dell’islam».

«IO COME RUSHDIE». Attualmente Shaan Taseer si trova fuori dal Pakistan e non vuole rivelare dove, temendo per la sua vita. «Sono nella stessa posizione di Salman Rushdie. Hanno chiesto la mia uccisione. Questo non è uno scherzo. E tutto per un augurio di buon Natale. Grazie polizia del Punjab e buon Natale anche a te».

«POSSONO TROVARTI DOVUNQUE». I timori di Taseer sono giustificati visto che un’accusa di blasfemia in Pakistan equivale quasi a una condanna a morte. Spesso, infatti, le persone imputate vengono uccise fuori dai tribunali ancora prima di aspettare la fine dei processi da estremisti islamici. Come dichiarato dall’attivista Jibran Nasir, «essere accusati di blasfemia è come avere un obiettivo disegnato sulla schiena: questi fanatici possono spingere la gente a trovarti dovunque tu sia».

@LeoneGrotti per tempi.it

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