E’ PARTITA LA RIMONTA DI #TRUMP SULLA #CLINTON

Mancano 5 giorni alle elezioni presidenziali negli Stati Uniti e la situazione è più incerta che mai. Stando alle ultime rilevazioni, peraltro piuttosto numerose, Hillary Clinton e Donald Trump sono praticamente appaiati a livello nazionale. E per quanto la media veda ancora Clinton in vantaggio per 1,9 punti, bisogna considerare che gli ultimi sondaggi, specie quelli fatti dopo la celeberrima letterina dell’FBI, la vedono in parità con Trump.

Elezioni USA 2016 Novembre 3Ultimi sondaggi per le presidenziali USA al 3 novembre 2016  RealClearPolitics.com

Alcuni giornali italiani hanno anche parlato di sorpasso, ma questo sorpasso in realtà non c’è stato, come vedremo nel resto di questo articolo. La sensazione è che si stia spingendo molto per rendere l’elezione il più “mediatica” possibile, perché negli Stati Uniti la campagna elettorale è un business molto lucroso. Per rendere l’elezione più incerta, ad esempio, anche alcuni media statunitensi stanno dichiarando in bilico Stati in cui non solo Clinton è in vantaggio, ma che non votano repubblicano dai tempi di Reagan, e in cui non sono in atto particolari cambiamenti demografici da far pensare a delle svolte, che invece stanno avvenendo in Stati tradizionalmente repubblicani, come il North Carolina.

La realtà dei sondaggi, dicevamo, mostra che Clinton è in vantaggio nel voto popolare, nonostante tutto. Come sempre bisogna prendere con le pinze il dato nazionale, perché come sappiamo il presidente degli Stati Uniti non viene eletto direttamente dal popolo, ma dai singoli stati in maniera indiretta, attraverso l’elezione di grandi elettori a livello statale, suddivisi in proporzione alla popolazione (gli Stati più popolosi assegnano più Grandi Elettori).

In particolare in quasi tutti gli Stati dell’Unione i grandi elettori vengono assegnati al candidato che prende la maggioranza relativa del voto popolare all’interno del singolo Stato. È molto raro che un candidato arrivi alla Casa Bianca perdendo il voto popolare: l’ultima volta è avvenuto nel 2000 e quella precedente nel 1876, e peraltro furono elezioni molto particolari, come abbiamo raccontato qui.

In ogni caso, lo ribadiamo, Clinton è ancora in vantaggio, se ci fidiamo dei sondaggi, e al momento non abbiamo motivo per non farlo, come abbiamo spiegato in quest’altro articolo. Perché Trump vinca, insomma, i tantissimi sondaggi preparati da molti pollster dovrebbero essere tutti sbagliati, e anche questo è molto improbabile: l’ultima volta che chiamarono erroneamente l’elezione fu nel 1948, quando Truman sconfisse Dewey sbaragliando pronostici e giornali che lo davano per perdente.

Per questa ragione prendiamo con le molle il dato nazionale, che vede non tanto un tracollo di Clinton, quanto una ripresa di Trump, che sta riconquistando i favori degli elettori che nelle scorse settimane erano propensi a votare per Gary Johnson, candidato del Partito Libertario. D’altro canto, però, Clinton può ancora contare su risorse economiche particolarmente ingenti, che verranno usate per arginare l’avanzata di Trump. Nell’ultima settimana prima del voto, insomma, la situazione dovrebbe quantomeno stabilizzarsi, salvo, ovviamente, che non scoppino altre bombe.

Elezioni USA 2016 Novembre 3Media nazionale sondaggi presidenziali USA 2016 al 3 novembre  RealClearPolitics.com

Nel frattempo, come al solito, andiamo a verificare qual è la situazione all’interno dei singoli Stati, in particolare quelli più incerti.

Visto che il vantaggio di Clinton si è molto ridotto, aumenta il numero degli Stati che andremo ad esaminare in questo articolo. In particolare andremo a vedere che succede in Florida, Pennsylvania, Ohio, North Carolina, Virginia, Arizona, Colorado, Nevada, Iowa e New Hampshire.

FLORIDA

Come sempre iniziamo con la Florida, il maggiore fra gli Stati incerti, che assegna ben 29 delegati. Nel Sunshine State Clinton è stata in caduta libera per circa una settimana prima di rimbalzare, ed in questo modo Trump è riuscito a portarsi in vantaggio di 0,7% rispetto alla candidata democratica nella medie RCP. Si tratta di una delle battaglie fondamentali per Trump, che non può sperare di portare a casa la vittoria senza vincere in tutti gli Stati incerti più grandi.

Nella 2012 lo Stato fu conquistato da Barack Obama.

Elezioni USA 2016 Novembre 3Andamento dei sondaggi al 3 novembre 2016 per la Florida  RealClearPolitics.com

PENNSYLVANIA

Nella prima stesura di questo articolo, la Pennsylvania non era nell’elenco vedi stati incerti, e i suoi 20 delegati potevano essere assegnati ad Hillary Clinton. Sono poi arrivati ben cinque sondaggi che danno Clinton in vantaggio fra i 2 e i 5 punti, abbassandole la media (in passato Clinton era anche a +11).

Dobbiamo però essere chiari, il vantaggio di Clinton si è ridotto fino ad arrivare a ridosso del margine di errore, e quindi provocare l’entrata del Keystone State nel gruppo dei toss-up, ma i sondaggi rivelano che questa riduzione è dovuta più a una rimonta di Trump che a un declino di Clinton, che, anzi, ha tenuto bene la botta.

A naso, e a meno di tracolli della candidata democratica, la Pennsylvania dovrebbe andare a Clinton come nel 2012 a Obama. Più avanti la assegneremo ai democratici come abbiamo fatto con il Texas la scorsa settimana.

Elezioni USA 2016 Novembre 3Andamento dei sondaggi al 3 novembre 2016 per la Pennsylvania  RealClearPolitics.com

OHIO

Nel Buckeye State Trump si è ormai portato in deciso vantaggio, anche se ancora all’interno del margine di errore. In Ohio si può riscontrare più la forza di Trump che un declino di Clinton: qui la candidata democratica è stabile da quasi un mese intorno al 44%, mentre Trump ha fatto segnare un guadagno di ben quattro punti e oltre.

L’Ohio è importantissimo non solo per i suoi 18 delegati, ma anche per “scaramanzia”, essendo lo Stato bellwether per eccellenza: dal 1896 gli Ohianshanno “indovinato” il Presidente per ben 28 volte su 30 elezioni, e mai un repubblicano è arrivato al 1600 di Pennsylvania Avenue senza questo Stato.

Nel 2012, ovviamente, a trionfare su Barack Obama.

Elezioni USA 2016 Novembre 3Andamento dei sondaggi al 3 novembre 2016 per l’Ohio  RealClearPolitics.com

NORTH CAROLINA

In North Carolina il declino di Clinton è inferiore, ma Trump sembra essere riuscito a completare la sua rimonta, ed è possibile che lo Stato sarà uno dei più difficili da chiamare nel corso della notte elettorale: i candidati sono in parità perfetta.

Come nel caso di Florida e Ohio, anche nel Tar Heel State una vittoria di Clinton potrebbe mettere fine ai giochi in maniera precoce, mentre se i 15 elettori andassero a Trump, insieme a quelli di Florida e Ohio, per il repubblicano la partita sarebbe tutta da giocare fino alla fine.

Quattro anni fa trionfò il repubblicano Mitt Romney.

Elezioni USA 2016 Novembre 3Andamento dei sondaggi al 3 novembre 2016 per il North Carolina RealClearPolitics.com

VIRGINIA

La Virginia rappresenta una new entry di questa rubrica, e non è una buona notizia per Clinton, che sino ad ora poteva contare su un vantaggio abbastanza importante su Trump.

Le cose adesso sono un po’ cambiate e il discorso è identico a quello della Pennsylvania: Clinton ha ancora un certo vantaggio su Trump, ma si è ridotto ad appena 4,7 punti, un margine sufficiente per ritenere incerto l’Old Dominion con i suoi 13 delegati. Una sconfitta per Clinton da queste parti potrebbe significare la sua fine, ma al momento è molto improbabile.

Nel 2012 vinse Obama.

Elezioni USA 2016 Novembre 3Andamento dei sondaggi al 3 novembre 2016 per la Virginia  RealClearPolitics.com

ARIZONA

Trump è in grande spolvero in Arizona. Se nella precedente puntata il candidato repubblicano doveva vedersela con Clinton in crescita costante in uno stato tradizionalmente repubblicano, negli ultimi giorni per il miliardario la storia si è fatta più tranquilla. Trump guida nel Grand Canyon State con un vantaggio di 3 punti percentuali in media, ancora all’interno del margine di errore, ma abbastanza comodo.

Nel 2012 gli undici delegati dell’Arizona andarono a Mitt Romney.

Elezioni USA 2016 Novembre 3Andamento dei sondaggi al 3 novembre 2016 per l’Arizona  RealClearPolitics.com

COLORADO

Una delle notizie meno cattive per Clinton arriva dal Colorado, dove può contare ancora su un buon vantaggio ma ovviamente in riduzione rispetto alle scorse settimane. Nel Centennial State la candidata democratica è stabile da circa un mese, ma Trump sta affrontando una rimonta decente. Clinton è adesso a +1,7%.

Il Colorado, con i suoi 11 delegati, è uno degli Stati che potrebbero fare la differenza nel caso in cui la situazione, dopo i risultati della East Coast, si dimostrasse ancora incerta. Nel 2012 consegnò i suoi delegati ad Obama.

Elezioni USA 2016 Novembre 3Andamento dei sondaggi al 3 novembre 2016 per il Colorado  RealClearPolitics.com

NEVADA

Andiamo ancora più a ovest con il Silver State e i suoi sei delegati: è, insieme all’Iowa, il più piccolo fra gli Stati più incerti fra quelli davvero incerti. La storia è quella che abbiamo già visto altrove, con Clinton in declino è Trump in grande spolvero: stando alla media Trump guida per 1,6 punti, ma i sondaggi negli ultimi giorni lo vedono con un vantaggio fra i 4 e i 6 punti, piuttosto abbondanti.

Anche il Nevada nel 2012 votò in maggioranza per Obama.

Elezioni USA 2016 Novembre 3Andamento dei sondaggi al 3 novembre 2016 per il Nevada  RealClearPolitics.com

IOWA

L’Iowa è uno stato un po’ in controtendenza rispetto al resto del Paese, abbastanza normale considerando che è uno degli stati più particolari dell’Unione. Qui Trump ha avuto per settimane un vantaggio abbastanza deciso su Clinton, ma negli ultimi sondaggi la situazione si è fatta più incerta, e adesso Trump guida di appena un punto e mezzo percentuale, mentre appena poche settimane fa il vantaggio era di ben sei punti rispetto alla rivale. In due degli ultimi tre sondaggi, in particolare, i due candidati sono perfettamente appaiati. Al momento, ci sentiamo di sbilanciarci e dire che Trump dovrebbe riuscire a conquistare lo Stato.

Lo Hawkeye State assegna, come il Nevada, sei delegati, che nel 2012 andarono a Obama.

Elezioni USA 2016 Novembre 3Andamento dei sondaggi al 3 novembre 2016 per l’Iowa  RealClearPolitics.com

NEW HAMPSHIRE

Concludiamo la rassegna degli Stati con il New Hampshire, che al momento risulta essere un’isola grigia in una zona, quella nord-orientale, tradizionalmente democratica e quindi blu. Qui il discorso è simile a quello dello Iowa ma rovesciato. Clinton appare ancora in robusto vantaggio, ma cresce molto più lentamente rispetto al suo avversario, chissà rendendo incerta l’assegnazione dei quattro delegati del Granite State. Come con l’Iowa, possiamo provare a sbilanciarci e considerare Clinton abbastanza sicura della sua conquista (salvo novità, ovviamente).

Obama fu il vincitore nel 2012.

Elezioni USA 2016 Novembre 3Andamento dei sondaggi al 3 novembre 2016 per il New Hampshire RealClearPolitics.com

LA CONTA DEI DELEGATI

Questa settimana proviamo a fare un conteggio un po’ diverso. Cominceremo facendo finta che Donald Trump riesca a portare a casa tutti gli stati incerti (con esclusione di Pennsylvania, Iowa e New Hampshire, che assegneremo come detto sopra). In questo caso Donald Trump sarebbe il prossimo presidente degli Stati Uniti con 287 grandi elettori mentre Hillary Clinton si fermerebbe a quota 251.

Per riuscire a ribaltare la situazione Clinton dovrebbe riuscire a conquistare almeno 19 grandi elettori in quegli stati incerti, e sperare che i sondaggi non si sbaglino sugli altri. Se questa fosse la situazione a Clinton basterebbe vincere la Florida con i suoi 29 delegati, ma non è uno scenario “divertente” per i nostri scopi, per cui continueremo ad assegnarlo a Trump.

Clinton deve quindi riuscire a vincere in almeno uno dei grandi Stati e in almeno uno dei più piccoli: in ordine, la probabilità di vittoria è maggiore in Virginia, quindi North Carolina e infine Ohio. Stesso discorso per Nevada e Colorado.

Se consideriamo rosso l’Arizona, notiamo subito che Clinton non può vincere se perde in tutti e tre i grandi Stati: Nevada e Colorado, con i loro 15 delegati, non bastano, ma potrebbero essere sufficienti per andare ai tempi supplementari se ci fosse qualche stravolgimento, per esempio la vittoria di McMullin nello Utah, di cui abbiamo parlato nel precedente aggiornamento. In questo caso Clinton e Trump sarebbero appaiati a 266 delegati e tutto verrebbe deciso al Congresso.

Abbiamo sin qui considerato una rimonta a valanga di Trump, almeno rispetto alle aspettative, e comunque Hillary Clinton sembra essere in grado di portare a casa la vittoria: lo scenario attualmente più probabile è che Clinton riesca a vincere in Virginia e Colorado chiudendo la notte ad almeno 273 delegati, molti, molti meno rispetto alla nostra precedente rilevazione (erano 333). Insomma, la corsa si è fatta enormemente più appassionante.

Interessante andare a vedere cosa dicono due degli analisti più autorevoli, ovvero il New York Times (che è più “buono” per Clinton) e FiveThirthyEight di Nate Silver, che invece è costantemente il più pessimista per i democratici.

Il quotidiano assegna a Clinton l’87% di probabilità di vittoria e 263 delegati probabili contro i 148 di Trump e 127 da assegnare. Fra questi pendono per Clinton Colorado, North Carolina e Nevada: se Clinton vince anche solo uno dei primi due va alla Casa Bianca, ma se vince solo il terzo (e nessun altro stato incerto) si andrebbe in parità, 269 a 269, e l’elezione verrebbe decisa al Congresso.

Nate Silver è inevitabilmente più pessimista: Clinton ha il 69,9% di possibilità di vittoria, ma anche molti più percorsi verso la Casa Bianca. FiveThirtyEight, infatti, ritiene la Virginia più sicura della Pennsylvania (entrambe piuttosto blu), che insieme con il Colorado fanno tirare un sospiro di sollievo ai democratici. Sempre secondo Nate Silver, inoltre, pendono per Clinton anche North Carolina e Florida: se Silver dovesse risultare anche quest’anno il più accurato fra gli analisti (nel 2008 sbagliò solo il risultato dell’Indiana, nel 2012 predisse correttamente tutti gli Stati) e se il risultato dell’8 novembre rispecchiasse il modello attuale, Clinton andrebbe alla Casa Bianca con 300 delegati.

In conclusione, come avevamo spiegato in questo articolo, Clinton aveva un buon margine che le consentiva di stare tranquilla. Adesso, dopo l’ultima ondata di guai, è ancora in vantaggio, ma per nulla tranquilla.

it.ibtimes.com di   @ToobyTweet  g.demizio@ibtimes.com 

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