Chiuso il voto in Iran, Rohani sotto esame

Dopo una serie di rinvii dovuti al massiccio afflusso di elettori, le autorità iraniane hanno deciso di chiudere i seggi alla mezzanotte ora locale, le 21.30 in Italia. Lo riferisce l’agenzia di stampa iraniana Irna.

e8c21f2c1d531fe3c4d690366ad7856e-kBJH--673x320@IlSecoloXIXWEB

Quasi 55 milioni di elettori hanno votato per ilrinnovo del Parlamento nazionale e dell’Assemblea degli esperti, un organismo deputato a eleggere la Guida Suprema della Repubblica Islamica. Il voto è cominciato oggi alle 8 del mattino.

 Le elezioni potrebbero essere decisive nel dare unduro colpo al potere degli ultraconservatori e rappresentano un test per le politiche del presidente moderato Hassan Rohani. Il periodo di campagna si è aperto senza manifestazioni, senza grande bombardamento di annunci televisivi o affissioni, in contrasto con l’importanza che osservatori stranieri e leadership locale (in primis la Guida suprema, ayatollah Ali Khamenei, e il presidente Rohani) danno alla consultazione.

Gli aventi diritto al voto sono 54, 9 milioni, chiamati a scegliere tra i 6.229 politici ammessi come candidati per i 290 seggi dell’Assemblea consultiva islamica (Majles, il Parlamento) e tra gli 801 religiosi sciiti autorizzati a competere per uno degli 88 posti dell’Assemblea degli esperti. Il numero dei candidati autorizzati a correre per un seggio in Parlamento è il più alto nella storia delle elezioni in Iran, sebbene sia poco più della metà del totale che ne ha fatto richiesta. A squalificarne la metà è stato il Consiglio dei guardiani dellaCostituzione, composto da ultraconservatori e incaricato di vagliare le candidature e decidere se siano adeguate.

In Iran, dove il sistema politico mescola aspetti di democrazia rappresentativa con teocrazia islamica sciita, il Parlamento propone, dibatte e vota le leggi e può censurare i ministri del governo, sebbene le sue decisioni possano essere bloccate dalla Guida suprema. L’Assemblea degli esperti, eletta ogni otto anni, è l’organismo incaricato di eleggere la Guida suprema nel caso l’incarico sia vacante e ha il potere anche di revocargli il mandato, fatto sinora mai avvenuto.

Queste elezioni sono considerate decisive perché serviranno a verificare l’appoggio popolare a Rohani e alla sua politica di apertura e ripristino dei legami con l’Occidente. Secondo le previsioni, l’elettorato premierà i successi economici e diplomatici di Rohani, quindi nascerà un Parlamento con una maggior rappresentanza di moderati e riformisti, seppure decimati dalla “preselezione”. Ciò toglierà forza agli ultraconservatori che ora hanno in mano il potere e che sono stati i principali nemici di Rohani da quando è diventato presidente nel 2013.

Se dell’Assemblea degli esperti facesse parte un maggior numero di religiosi di tendenza riformista e moderata, ciò avrebbe un impatto fondamentale nel futuro della Repubblica islamica. Vista l’età della Guida suprema Ali Khamenei, che ha 76 anni, gli 88 membri potrebbero infatti essere in futuro chiamati a scegliere il suo successore.

La campagna elettorale, silenziosa nelle strade, è invece decisamente attiva sulle reti social, vietate ma ampiamente usate dai cittadini, e tramite i messaggi testuali telefonici. A dare vita a questo ’tam-tam’ non sono stati i partiti politici, ma i cittadini che sostengono l’uno o l’altro candidato. I cittadini disillusi, però, sono molti. “Tutte le elezioni del mondo sono truccate e in Iran lo sono ancora di più”, dice un uomo di 50 anni a Teheran. Un altro ammette che lascerà scheda bianca perché la differenza tra candidati riformisti, moderati o conservatori si limita “al discorso e ai modi”, mentre il potere resterà sempre nelle mani delle élite.

Proprio dal vertice del potere, la Guida suprema Khamenei che ha sempre l’ultima parola su ogni questione politica e religiosa, è arrivato l’appello alla “partecipazione di massa” alle elezioni, anche per “defraudare i nemici” della Repubblica islamica. Khamenei ha definito il voto come uno dei pilastri della rivoluzione e ha difeso con fermezza il Consiglio dei guardiani, incaricato di autorizzare le candidature elettorali e le cui decisioni non trasparenti e arbitrarie sono criticate da riformisti e osservatori stranieri. Ha chiesto agli iraniani di “restare all’erta” e di non cadere “nella linea di volontà del nemico”, accusato di voler sottrarre legittimità al regime di Teheran.

FONTE

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*

Vai alla barra degli strumenti

Questo sito utilizza i cookie. Continuando a navigare il sito accetti i termini e le condizioni previste per l'utilizzo dei cookie. Maggiori Informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi