Una discarica di sporcizia e degrado dietro “Casa Don Gallo”.

 

il degrado fotografato

 ECCO COSA FANNO DELLA CARITÀ BUONISTA.

residenti di via Bassi fotografano il degrado: “C’è sempre sporcizia e un via vai di nomadi tra i cassonetti. Buttano via i vestiti della Caritas per non lavarli”.PADOVA. Abiti, cibo, televisori, forni a microonde e pile di copertoni delle auto, il tutto abbandonato di fianco ai cassonetti. Via Ugo Bassi, lato istituti universitari, nel fine settimana si trasforma spesso in una discarica a cielo aperto. La segnalazione arriva da residenti ed esercenti di zona, che di quell’immondezzaio non ne possono più.

 

altra foto del degrado

 
Chiedono di poter parlare in modo anonimo, «non vorrei avere problemi» dicono tutti, ma il dito puntato è unanimemente contro la Casa dei diritti Don Gallo, affacciata su via Tommaseo. «Non che presi singolarmente siano cattive persone, anzi» spiega un commerciante di zona «li salutiamo sempre, alcuni ragazzi hanno trovato un lavoretto. E sappiamo bene che molti hanno alle spalle delle storie drammatiche. Ma la situazione in generale è dannosa per il quartiere: la villa che occupano non è una casa, era una struttura fatta per ospitare uffici, dove non si può vivere. Ora è solo un colabrodo: hanno buttato via le porte, usano il giardino come una toilette ed una cabina esterna come doccia. Non fa bene neanche a loro: c’è una sporcizia terribile, d’estate emana un puzzo di urina insopportabile. E l’area confina con delle strutture universitarie, qui ci abitano studentesse sole che hanno paura ad uscire la sera. Non che abbiano mai fatto del male a nessuno, ma si sa com’è: spariscono tante biciclette, o pezzi di biciclette, e lì dentro è pieno. Alcuni sono di etnie diverse e litigano fra loro, anche di sera, alzano la voce. Oppure non litigano, ma il loro modo di comunicare è più rumoroso del nostro».

Il vero problema, però, è la sporcizia: «Qui abbiamo trovato di tutto» continua l’esercente «condizionatori, forni, televisioni, reti di materassi, cibo. E poi vestiti, tantissimi: la Caritas glieli regala, così, spesso, invece di lavare quelli che hanno si cambiano, e buttano via quelli che avevano addosso. Ma buttano via anche tante cose nuove, e questo è il vero problema: quando il cassonetto si riempie di scarpe e vestiti, arrivano i nomadi a far la spesa. Questa è la cosa peggiore per chi vive o lavora qui: vediamo ogni giorno gente che fruga o che entra letteralmente dentro i bidoni. È un’immagine che crea degrado».

e ancora degrado

Sul problema della sporcizia, i residenti del quartiere sono tutti d’accordo. Basta avvicinarsi per due chiacchiere, i particolari non mancano: «Io ho smesso di gettare qui l’immondizia, è sempre pieno» spiega una signora «e poi ci sono i topi. So che alcuni l’hanno segnalato sia ai carabinieri sia all’Aps, ma puliscono una volta e poi tutto torna come prima. La giornata peggiore è la domenica, la situazione è sotto gli occhi di tutti».

Nelle ultime due settimane le presenze sono in realtà diminuite, ma la situazione si protrae da almeno un anno: «Non ne possiamo più» racconta un’altra signora «questa è una bella zona adesso, piena di studenti. Abbiamo segnalato tante volte lo sporco, ma non succede niente. Loro, poi, non creano danni particolari, il problema è più con i nomadi che vengono a rovistare. Qualche situazione spiacevole però c’è stata: in due occasioni qualcuno ha suonato il campanello di casa mia, alle quattro di notte. Un ragazzo della comunità, poi, mi ha strattonata facendomi delle avances molto dirette. I complimenti mi fanno sorridere, ai loro “ciao bella” rispondo sempre “grazie”. Qui però si è varcato il limite».

Fonte.

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